The Iron Lady: il film su Margaret Tatcher
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Da Tiscali: “Meryl Streep interpreta Margareth Thatcher – la lady di ferro del titolo – fornendo un ritratto di una vera donna di potere, al tempo stesso amatissima e odiatissima, capace di imporsi in un mondo maschile [sic] e di suscitare nell’Inghilterra degli anni ’80 del 900 entusiasmi ed epiche reazioni.“
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“The Iron Lady”
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Da “Il Mito del Potere Maschile“, di Warren Farrell:
Il doppio standard per l’eleggibilità
Quando la ferma fiducia di Margaret Thatcher in una difesa forte fu seguita dall’invio di centinaia di uomini (e di nessuna donna) a morire nella guerra delle Falkland, la sua popolarità tra i due sessi ebbe una tale impennata che i sondaggi che avevano fino ad allora previsto che avrebbe perso sicuramente nelle imminenti elezioni ben presto ne annunciarono invece la sicura vittoria. Nessun giornale titolò: «La donna resta in ufficio uccidendo gli uomini». Oppure: «La Thatcher definita un’ipocrita perché ha affermato di credere in una difesa forte e intanto ha usato il suo sesso come scusa per evitare il combattimento». Quando la Thatcher usò gli uomini affinché uccidessero al suo posto, nessuno la definì «debole», ma piuttosto «forte»; non diminuirono le sue possibilità di essere eletta, ma anzi aumentarono, poiché fu ritenuta ancor più degna.
Al contrario, Dan Quayle, sebbene abbia servito il paese nella Guerra Nazionale, e non in Vietnam, diventò un personaggio da operetta; e quando si seppe che Clinton aveva protestato contro la guerra del Vietnam ed era ricorso a tutti i mezzi legali per non prendervi parte, si registrò un calo iniziale del 20 per cento in voti, che avrebbe escluso dalle primarie qualsiasi altro candidato. Ipotizziamo che ciò accadde per il modo in cui Quayle o Clinton gestirono la situazione. Ma nessuno ha chiesto a Geraldine Ferraro di giustificare il suo passato bellico, e poi non l’ha criticata per il modo in cui aveva gestito il suo sottrarsi alla leva? E come aveva fatto? Con il sessismo che sfrutta il privilegio femminile.
In tutto il mondo il nostro messaggio è: Se sei nato maschio, il desiderio di servire il tuo paese (per esempio come vicepresidente o presidente) non è sufficiente. Solamente gli uomini devono essere pronti a morire prima di poter altrimenti servire il paese.
Come già ricordato, sia Indira Gandhi, sia Golda Meir e Margaret Thatcher hanno mandato a morire degli uomini, esattamente come altri leader maschi; come già ricordato, quando furono delle donne a governare furono degli uomini a continuare a morire; e l’eguaglianza era al vertice, non alla base.
Le guerre non finiranno grazie a leader di sesso femminile. Le guerre finiranno quando, in un paese che perde in combattimento molti più uomini che donne, questo fatto sarà ritenuto una violazione della legge internazionale, esattamente come avverrebbe se arruolasse solo neri, o solo ebrei, solo donne o solo gay.
La guerra finirà quando, in tutto il mondo, non si potrà disporre a piacimento della vita degli uomini, almeno nella stessa misura in cui non si dispone liberamente della vita delle donne.
di Warren Farrell
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