Massacro Haditha durante la guerra in Iraq: oggi la sentenza
di Vito DiVentura
La sentenza è attesa per oggi. L’ultimo Marine, il Sergente Maggiore Frank Wuterich, ad essere accusato dell’uccisione di civili Iracheni avvenuta nella città di Haditha il 19 novembre 2005, si è dichiarato colpevole di abbandono di posto, raggiungendo così un accordo con l’accusa che gli consente di ottenere al massimo 3 mesi di reclusione, la riduzione di due terzi dello stipendio e la degradazione al grado di soldato semplice.
Il Sergente Maggiore Wuterich, del Meriden, Connecticut, all’epoca dei fatti comandava una squadra di 8 Marines che uccise 24 civili Iracheni nella città di Haditha, dopo che una bomba artigianale posta ai lati della strada (“roadside bomb” o IED) esplose al passaggio del loro convoglio uccidendo 1 Marine e ferendone 2.
Davanti alla Corte Marziale, istituita presso Camp Pendleton, California e ad una giuria composta interamente da Marines che hanno prestato servizio in Iraq, l’obiettivo principale è stato quello di verificare se il Sergente Maggiore Wutterich si fosse comportato in modo consono al suo ruolo di comandante di squadra nel proteggere i suoi uomini o se invece avesse disobbedito alle regole e avesse ordinato ai suoi uomini di sparare indiscriminatamente contro i civili Iracheni. Per questo, insieme agli altri componenti della squadra, era stato inizialmente accusato di omicidio colposo.
Il procuratore ha dimostrato che quel giorno il Sergente Maggiore Wuterich perse il controllo dopo aver visto un commilitone saltare sulla bomba. Ritenendo di essere sotto attacco nemico e non oggetto di un episodio isolato, il resto della squadra ai suoi ordini irruppe in due case vicine e sparò all’impazzata uccidendo i residenti: donne, bambini e vecchi, tra cui un disabile in carrozzina.
Durante il processo, i membri della squadra hanno infatti dichiarato di non essere stati colpiti dal fuoco nemico né di aver trovato armi da fuoco, ma hanno tutti affermato di aver avuto paura di essere spiati e sotto il tiro dei cecchini ribelli, nascosti nelle case vicine e che, quindi, nell’aprire il fuoco non avevano commesso niente di male.
Massacro Haditha – Wikipedia
L’eccidio di Haditha avvenne nel novembre 2005, ma l’indagine iniziò solo quando un attivista dei diritti umani locale rese pubblici alcuni filmati. Successivamente, un’indagine del “Time” rivelò che a sparare erano stati i Marines e solo nel marzo 2006 ebbe inizio l’indagine ufficiale. Il mese seguente, 3 ufficiali, responsabili delle unità in Haditha, furono rimossi dal comando e costretti alle dimissioni.
Il processo al Sergente Maggiore Wuterich è durato circa 7 anni, subendo notevoli ritardi a causa dei battibecchi tra difesa e accusa che hanno dibattuto persino sulla necessità di mostrare un filmato relativo ad un’intervista rilasciata nel 2007dal Wutterich alla rete Americana USB durante il programma “60 minuti”. Alla fine l’accusa ha vinto e il filmato è stato integralmente mostrato.
Degli altri Marines coinvolti nella vicenda, 6 sono stati prosciolti per decorrenza termini o congedati ed 1 è stato completamente assolto. La dichiarazione di colpevolezza del Sergente Maggiore Wuterich pone fine al più famoso caso contro le truppe Americane della guerra in Iraq.
Il massacro di Haditha è stato citato come ragione principale per cui gli ufficiali Iracheni rifiutarono di dare alle truppe Americane l’immunità. Questione che ha certamente contribuito al ritiro delle truppe americane dall’Iraq alla fine dello scorso anno. Ma esso rappresenta, insieme al caso delle torture inflitte ai prigionieri della prigione di Abu Ghraib, uno dei principali episodi che hanno contribuito a danneggiare la reputazione degli Americani in Iraq e nel mondo.
di Vito Di Ventura
Fonte: ItalNews
















