Misandria e castrati mentali

Postato il 24 gennaio 2011 da Redazione

Alcune settimane fa una mia carissima e intelligentissima amica, molto vicina alle nostre posizioni, che nella vita fa la psicologa, ha organizzato una specie di gioco relazionale presso la stessa associazione dove c’è stata quella riunione fra uomini di cui vi ho messo al corrente e di cui vi parlerò in seguito.

Il gioco consisteva in questo. Gli uomini dovevano scrivere, rimanendo nell’anonimato, una seri e di aggettivi per descrivere il “femminile”; altrettanto dovevano fare le donne, a parti invertite.
La finalità era capire il tasso di pregiudizio presente sia nelle donne che negli uomini nei confronti dell’altro sesso.
L’aggettivo più “negativo che i maschi hanno espresso nei riguardi delle femmine è stato “imprevedibili”. Il più positivo è stato “meravigliose”. Fra questi due più o meno tutta una serie di luoghi comuni abbastanza scontati: irrazionali, sensuali, erotiche, e via discorrendo.
L’aggettivo più positivo delle donne nei confronti degli uomini è stato: banali. Gli altri non ve li sto neanche a raccontare e ve li lascio immaginare. Sono certo che con un piccolissimo sforzo ci arrivate da soli…

Al top quindi della “benevolenza” c’erano “meravigliose” da una parte e “banali” dall’altra.

Dopo di ciò si apre il confronto (si fa per dire perché è stato un monologo femminile). Il senso era più o meno questo: ”Noi siamo evolute, voi non riuscite a stare al nostro passo, siete del tutto inadeguati, siete inferiori a livello intellettivo (parole testuali di una delle donne presenti, la più aggressiva),privi di interessi culturali, “pensate sempre a quella cosa”, siete incapaci di tutto ecc. (non vale neanche la pena di proseguire perché questo è il senso)”.

Dall’altra parte totale passività, neanche un accenno ad un timido balbettio di risposta.

Io ero volutamente spettatore in tutto ciò e presentato dal presidente dell’associazione come il fondatore di un’associazione che si occupa di queste questioni ecc.

Avrei preferito restare in questo ruolo di osservatore ma non ce l’ho fatta. Ho cercato quindi di stimolare i maschi presenti ad una reazione (se l’avessi fatto io era scontato e non era quello il senso dell’incontro), cercando di far leva se non altro sul loro amor proprio. “Vi stanno massacrando – ho detto – avrete pur qualcosa da dire”.

A quel punto ci sono state due sole reazioni tra circa la decina di uomini presenti. Uno è in effetti intervenuto (gli ho quasi messo un peperoncino nel culo per farlo parlare…) per sostenere che il femminismo è stato un bluff e che le donne continuano in realtà a vivere secondo le logiche con cui hanno sempre vissuto. Stava rispondendo ad una di quelle che sosteneva che la parità ci vuole per quanto riguarda i i diritti civili, sociali, , la sfera economica, del lavoro, politica e quant’altro ma che per quanto concerne la sfera privata “l’”omo” ha da esse’ “omo” e la “donna ha da esse’ donna” (hai capito che “furbacchiona”…), invitando pubblicamente un’altra donna presente “a non darla mai la prima sera che esce con qualcuno e neanche la seconda perché i maschi se la DEVONO sudare”. Questo esemplare di evoluzione femminile è peraltro un’ iscritta al Partito Democratico…

In quel momento, con tutta la buona volontà, non ho potuto fare a meno di risponderle. E così fra lei e il sottoscritto è scoppiata una inevitabile polemica, anche perché non mi sono trattenuto a quel punto dal dirle “Sei una troglodita – (quando “ce vò, ce vò” (“quando ci vuole, ci vuole) si dice a Roma) – e questi sarebbero i risultati dell’evoluzione femminista, complimenti. Parità quando vi conviene in un senso e mantenimento dei vecchi privilegi quando vi conviene in un altro”.

A quel punto scatta inevitabile (e ormai da me ampiamente prevista) la reazione di un “macho tradizionale” (non un “maschio pentito”, che è una specie diversa, questi ultimi sono di “sinistra”, i primi di “destra”).
Si alza di scatto, rosso in volto come una bottiglia di Barbera e mi urla contro:” Stai rompendo i coglioni con una marea di stronzate, falla finita ecc. ecc.”.

Il tizio era un uomo di circa 65 anni, anche se ben portati, per me del tutto innocuo, e naturalmente ho lasciato correre. Il suo messaggio in codice era:”Vi difendo io dall’Orco, scegliete me che vi proteggo, non dategli retta, vi difendo io dal drago”. Ovviamente, al di là dei contenuti della discussione, sono scattate in lui, in quel contesto, le solite dinamiche competitive che esplodono nella testa dei maschi non evoluti quando ci sono di mezzo delle femmine. Il tizio è stato peraltro anche un po’ patetico, a mio parere, perché ha scelto di misurarsi con un uomo molto più giovane di lui, su un terreno di competizione tradizionale che lo avrebbe visto inevitabilmente soccombere. Molto probabilmente intuiva o sapeva che non ci sarebbero state reazioni (per ovvie ragioni) da parte del sottoscritto. Io l’ho lasciato sfogare in attesa che sbollisse la rabbia e che terminasse la sceneggiata.

Posso però assicurarvi che ogniqualvolta mi trovo ad affrontare queste discussioni in contesti pubblici le reazioni più veementi e talvolta anche violente sono proprio quelle degli uomini. C’è da riflettere…

Ciò detto, questa è la situazione. Naturalmente non può essere una riunione di una ventina di persone, sia uomini che donne, a costituire un campione esatto. Tuttavia credo che possa comunque costituire un utile indicatore.
Dopo una raffica di insulti e derisioni,escludendo il sottoscritto che non sarebbe neanche dovuto intervenire, otto uomini su dieci sono rimasti silenti, uno solo è riuscito a balbettare qualcosa di critico nei confronti delle donne e un altro ha giocato la parte del macho e del cavalier servente.
Mi pare di poter dire che questa è la situazione. C’è ancor più da riflettere…

di F.Marchi


8 Commenti per questo post

  1. Icarus.10 Scrive:

    “Misandria”-termine sconosciuto ai più perchè troppo politicamente scorretto e controproducente per la propaganda femminista la quale si fonda su una inesistente “misoginia” di questa società- indica l’ avversione contro il maschile.
    Questo “esperimento” descrittoci dal Marchi descrive bene ciò che in Occidente, gli uomini e le donne pensano dell’altro sesso. Si grida tanto al lupo su una presunta misoginia, eppure mentre da parte degli uomini vi è un continuo elogio(spesso strisciante)nei confronti delle donne, da parte di quest’ ultime vi è un continuo stroncare gli uomini con cattiveria e senza attenuanti. Le femmine occidentali, ingrate come sono, evidentemente credono che ciò di cui hanno a disposizione sia sceso dal cielo con il cestino, e non invece frutto di lavori, fatica, sacrificio e abnegazione maschili. A morire sul lavoro(il 98% dei morti sul lavoro è maschile, lo sanno i zerbini femministi di “sinistra”?), a costruire case e ponti,a lottare con le armi in pugno per la Libertà, a creare innovazioni tecnologiche e scientifiche, e quant’altro, sono stati sempre e soltanto gli uomini. Questi stessi uomini che ora castrati mentalmente dalla propaganda femminista non hanno nulla da dire nei confronti di questo pestaggio anti-maschile, anzi molti di loro se ne compiacciono alla stessa tregua dei “flagellati” nel medioevo che si imponevano autopunizioni fisiche e gioivano per le epidemie di peste perchè credevano che solo così potevano espiare i “peccati” di cui-a torto-si ritenevano colpevoli.

  2. Redazione Scrive:

    Infatti Icarus, la presunta “misoginia” è ormai quasi del tutto assente, a dilagare è invece la misandria:

    http://www.youtube.com/watch?v=9W2ZH4sPgHY
    http://www.youtube.com/watch?v=V4lvIi4Ulb4
    http://www.youtube.com/watch?v=rXrofoCUh2s

    In rete ci sono bloggers che accusano di “maschilismo” ogni singolo uomo che critica l’operato di una singola donna, un esempio illustre è Carotenuto, che basta che un politico, un giornalista o un diplomatico critichi una donna che lui ha subito la reazione pavloviana isterica di lanciare le solite trite e ritrite accuse di “maschilismo”. Esempio: in uno dei documenti rilasciati da WikiLeaks, un diplomatico statunitense diceva che la presidentessa dell’Argentina, la Kirchner, era “instabile”. Questa semplice critica ha fatto scattare sull’attenti questo moderno Principe Azzurro, che ha subito visto bene di difendere la Categoria Donne dal “maschilismo”. Poi però, quando una donna -legittimamente, perchè rientra nello scontro, a volte duro, della politica e della cronaca- insulta pesantemente qualche uomo (ricordo una Santanchè che accusò Fini di avere “le palle di lino”), questi Principi Azzurri difensori della Sacra e Inviolabile Dignità Femminile si tappano le orecchie, si mettono le loro belle fette di salame sugli occhi, ed entrano in modalità “omertà ad oltranza”: non sentono niente e non dicono niente.

    Prova a postare in qualche blog una frase tipo “noi donne siamo superiori a voi maschietti” con nickname di donna, e i primi o a stare zitti (come nell’esperimento di Fabrizio) o ad annuire scioccamente saranno gli uomini. Poi prova a scrivere “noi uomini siamo superiori a voi femminucce” con nickname di uomo, e cercati un bel bunker atomico nel giro di 30 secondi prima che parta l’aggressione “squadrista” dei Pitbull Azzurri…

    Nel suo breve ma significativo racconto Fabrizio descrive bene questi maschi, la cui mente è stata completamente “colonizzata” dalla propaganda femminista a tal punto che molti di loro si sono trasformati nella brutta e serissima copia di Tafazzi: dei flagellatori della Dignità Maschile propria e dell’intero Genere Maschile. Così incapaci di difendersi o difendere il Genere Maschile dagli attacchi misandrici della propaganda femminista, questi invece scattano subito sull’attenti quando c’è da accusare di “maschilismo” qualche uomo che fa una debole critica ad una singola donna.

    Io ho una mia teoria su questa categoria di maschi, che vive in un perenne stato di dissonanza cognitiva, probabilmente ci scriverò un articolo a proposito, adesso non ne ho voglia. Sono però, giusto per dirla veloce, la versione SFIGATA dei maschi-alpha (i “capibranco”) alla Berlusconi e alla Gheddafi. Mentre i Berlusconi e i Gheddafi possono permettersi l’harem di donne grazie ai soldi e al potere, gli sfigatissimi avanzi da centro sociale che gridano al “maschilismo” un giorno sì e l’altro pure, fanno così per crearsi “un seguito” fra le altrettanto sfigatissime femmine femministe che sentendosi “difese/elogiate” da cotanti “maschietti” iniziano a ronzargli intorno. Lo scopo di questi sfigatissimi “Principi Azzurri” è lo stesso di quello di Berlusconi e Gheddafi: si propongono come “capibranco” per crearsi un seguito femminile, una sorta di harem da ultra-sfigati che esiste solo principalmente nei loro sogni. Almeno i Berlusconi e i Gheddafi, grazie a soldi e potere, “capibranco” di un harem lo sono per davvero, ed è forse anche per questo che i capibranco-sfigati che berciano sempre accuse di “maschilismo” a destra e a manca odiano così tanto sia Berlusconi che Gheddafi: per invidia. Questi (B. e G.) riescono a fare, grazie a soldi e potere, quello che i capibranco-sfigati tentano di fare con le “difese d’ufficio”, viscide e untuose, del “Genere Femminile”.

    La cosa divertente, è che la maggior parte delle donne questi “capibranco sfigati” magari li aizzano a suon di “grazie-parole bellissime-tu si che sei un uomo moderno”, poi però sotto sotto li disprezzano e non hanno nei loro confronti il benchè minimo rispetto (giustamente).

    Insomma, la vita del “maschio-pentito” è una vita dura, durissima, in questo senso questi “maschietti” hanno tutta la mia compassione, perchè è molto più duro vivere da eterni schiavi come loro, che liberarsi invece una volta per tutte dalle catene del Condizionamento Femminista che ogni uomo occidentale ha subito, e vivere da uomini liberi, e non da brutte e tristi copie di autoflagellanti Tafazzi.

  3. Arcobaleno Scrive:

    Vi segnalo questo caso interessante:

    a. Un gruppo di femministe prende d’ostaggio alcune voci di Wikipedia, principalmente attorno agli argomenti PAS (sindrome da alienazione genitoriale), affidamento dei figli, divorzio, false accuse delle donne contro gli uomini, etc., rivoltando i contenuti a loro favore, facendo cancellare la voce su Erin Pizzey come “non enciclopedica” (ora c’è), e impedendo che vengano usate come fonti alcune statistiche in cui emerge che le violenze delle donne sugli uomini (anche psicologiche) sono in molti casi pari alle violenze degli uomini sulle donne.

    b. Per segnalare il problema, e cercare di ristabilire il “punto di vista neutrale”, nascono dei gruppi di protesta su facebook come questo:
    http://www.facebook.com/pages/WikipediA-LEnciclopedia-OCCUPATA-non-piu-libera-e-non-piu-attendibile/109223549121303

    c. L’UAAR, che è anticattolica ed è quindi PER FORZA pro-femminismo, se ne esce con un articolo in cui dice che i maschilisti attaccano Wikipedia, sorvolando sul fatto che uno dei webmaster dell’UAAR è anche amministratore su Wikipedia:
    http://www.uaar.it/news/2010/05/12/gruppo-maschilista-tenta-assalto-a-wikipedia/

    Lascio a voi tirare le conclusioni.

  4. Redazione Scrive:

    Ciao Arcobaleno, conosco bene la storia della diatriba fra Wikipedia e i gruppi antifemministi italiani. Wikipedia è una merda completamente colonizzata dai ratti femministi, una fogna enciclopedica governata in modo autoritario dai suoi gestori, e la cosa non sarebbe poi tanto differente dalla norma se però questa fogna enciclopedica non si vantasse di essere una “enciclopedia libera”. La realtà è che non è affatto libera, negli argomenti che vogliono loro ci mettono OPINIONI, vere e proprio cagate ideologiche che sono tutta teoria e niente fatti, e ti dicono che non puoi modificare quelle OPINIONI perchè altrimenti viene meno la “enciclopedicità” di Wikipedia.

    Poi però se tu scrivi OPINIONI su un dato argomento, come appunto le pagine sull’antifemminismo, magari suffragate da links, fonti certe, etc.etc., se ideologicamente non vanno bene ai gestori di Wikipedia te le cancellano perchè “Wikipedia è un’enciclopedia, e non un giornaletto di opinioni”.

    Insomma, la frittata se la rigirano come pare a loro, e nel frattempo ci fanno anche un casino di soldi (16 milioni di dollari con le ultime donazioni), grazie ai tanti gonzi che circolano in questo mondo, pronti a sborsare quattrini per “mantenere libera” una fogna che libera non lo è mai stata.

    http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=RygPOmuTBc0

    (anche il TG5 è una fogna, ma almeno in questo caso hanno ragione)

  5. Icarus.10 Scrive:

    “Sono però, giusto per dirla veloce, la versione SFIGATA dei maschi-alpha (i “capibranco”) alla Berlusconi e alla Gheddafi.”

    Esattamente. Aggiungo qualche altra cosa. Le femmine per quanto apprezzino questi uomini zerbini e “pentiti” come utili strumenti da usare contro quegli uomini(pochi per la verità)che si vogliono sottrarre ai dogmi e ai diktat femministi, non provano nè attrazione nè stima per essi, anzi provano per loro un sentimento di pena misto a disprezzo pensando tra loro a come si sono ridotti questi uomini occidentali se sono disposti a strisciare come luridi vermi pur di sperare(invano) di guadagnare un pel di vagina. Si sa, dei maschi zerbini, cavalieri e galanti, le femmine di tutto si servono tranne che del loro pene. Le femmine in realtà sono attratte dall’ uomo vincente, a prescindere se zerbino o meno,se galante o meno,se prepotente o meno(e spesso è prepotente), se buono o meno. E quindi il cosiddetto “maschio alpha” è quello che più risponde a questi requisiti. Ma attenzione. Il concetto di “maschio alpha” meriterebbe ulteriori considerazioni che non va ricondotto solo e soltanto all’aspetto economico, in quanto varia a seconda della tipologia di attrazione richiesta da parte femminile, che può essere quindi tanto di tipo economico-materiale quanto di tipo fisico(le femmine richiedonop dal partner requisiti di “sicurezza fisica”), quanto di tipo “capo-branco”. Uomini come Brunetta e Berlusconi sicuramente sono “maschi alpha” dal punto di vista del potere materiale che ogni femmina sposerebbe(anche quelle del “Popolo Viola”), ma sono “maschi di seconda serie”(evito la locuzione “uomini beta” dal momento che è un concetto a parte espresso dall’ omonimo movimento maschile) da quell’altro punto di vista- non meno importante-richiesto dalle femmine, cioè quello fisico, e quindi cornificati dalle consorti. E così viceversa, un uomo povero e disoccupato ma che fisicamente risponde alle assurde esigenze di sicurezza fisica richiesta dalle femmine(quindi grosso come un mammut e pompato) è e rimane certamente un Uomo Beta dal punto di vista economico-materiale che nessuna femmina sposerebbe mai, ma è un “maschio alpha” a tutti gli effetti dal punto di vista sessuale in quanto tromba a destra e a manca(anche e soprattutto le mogli dei potenti “alpha” di turno). La stessa cosa dicasi per il maschio “capo-branco”(che noi a Napoli, chiamiamo “guappo”), cioè il prepotente di turno(ma solo verso altri uomini) che molto successo riscuote tra le femmine.
    Ma uomo alpha o meno,povero o ricco, buono o cattivo, robusto o esile, rimane il fatto che la femmina occidentale moderna si lega ad uomo solo in funzione dei propri bisogni, mai anche per i bisogni di lui. La vita di un uomo, quindi, agli occhi di una femmina moderna occidentale vale men che zero. Avete mai visto una femmina che non lascia il marito? Mai!(a meno che lei non sia proprio bruttissima e quindi impossibilitata a ricercare nuovi partner). Insomma, lui per lei vale solo in funzione di ciò che può darle. Solo così lui, agli occhi di lei, può essere un “vero uomo”. Il “vero uomo non picchia le donne”, ma può picchiare e massacrare altri uomini per difendere le donne e il loro onore. “Il vero uomo non stupra le donne”, ma può sodomizzare con la forza gli uomini accusati di violenza sessuale. Il “vero uomo” si prende cura della donna, sta al suo servizio, si fa carico di tutte le colpe e responsabilità della sua donna, lavora e guadagna per lei,riconosce la superiorità del genere femminile(e la sua natura divina), la fa ridere, la stupisce, la fa sentire al centro dell’attenzione, le paga la cena, la fa “impazzire a letto”,la scarrozza e destra e a sinistra, sorbisce senza batter ciglio ogni suo capriccio. Insomma un Principe Azzurro, un Cavaliere a servizio di Sua Maestà Donna, e che pertanto quindi non gli sono concesse debolezze, di lamentarsi dei suoi problemi, delle sue afflizioni, e quindi “non deve piangersi addosso”.Come se fosse una entità sprovvista di sentimenti. Qunado lei ritiene che questi requisiti stiano venendo meno oppure trova “qualcosa di meglio” aspetta il minimo pretesto per scaricarlo e trovarsi un “nuovo partito”, incurante e insensibile dell’atroce strazio interiore, psicologico e materiale a cui andrà incontro lui.
    Ecco quanto vale per le femmine moderne la vita di un uomo. Gli aggettivi che le femmine, sia per tv per i giornali che nella vita di tutti i giorni, usano per descrivere il genere femminile rispecchiano alla perfezione la concezione che esse hanno per il genere maschile. Gli uomini, quindi, dovrebbero agire di conseguenza e di far capire alle femmine che così facendo sbagliano di grosso. Quando gli uomini capiranno ciò e si decideranno ad agire in questo senso, forse si potrà mettere fine a questa assurda e sessista guerra tra i sessi che il Femminismo ha criminalmente scatenato.

  6. Icarus.10 Scrive:

    Errata Corrige: Gli aggettivi che le femmine, sia per tv per i giornali che nella vita di tutti i giorni, usano per descrivere il genere femminile

    Intendevo dire “genere maschile”.

  7. Redazione Scrive:

    Icarus: “anzi provano per loro un sentimento di pena misto a disprezzo pensando tra loro a come si sono ridotti questi uomini occidentali se sono disposti a strisciare come luridi vermi pur di sperare(invano) di guadagnare un pel di vagina.”

    Esattamente. Ma per loro è un “gioco di potere”, ci godono a vedere quanto in basso è capace di andare un uomo per mendicare un buco su cui infilare l’uccello. Purtroppo i maschi occidentali sono succubi della figa, il cervello gli va completamente in corto circuito quando si tratta di questi argomenti. Pensa che la stragrande maggioranza degli uomini ritengono che l’uomo non debba mettere parola sulle “questioni di genere”, dove secondo loro le maestre incontrastate sono e dovrebbero essere le donne. Ricordo che qualche tempo fa lessi che un uomo voleva far parte di uno di quegli organismi “per le parità opportunità”, sempre completamente al femminile, e un blogger maschio disse che “un uomo che si occupa di pari opportunità è come se Bin Laden si occupasse di antiterrorismo…”.

    Cioè secondo questi castrati mentali su queste questioni di estrema importanza che toccano le vite di tutti noi, le femmine non si capisce per quale motivo dovrebbero avere il monopolio, e imporre le loro opinioni al resto del mondo, dopo che gli uomini son stati indottrinati dal loro logorroico monologo della vagina.

    E quando qualcuno si distacca da questo conformismo femminista di massa, e prova a dire qualcosa “contro”, viene aggredito da questi Pittbull Azzurri, che ti ringhiano contro accuse di “maschilismo”, nello stesso identico modo (e con analoghi scopi: di piaggeria…) con cui vengono accusati di “antisemitismo” quelli che criticano Israele.

  8. Massimo M. Scrive:

    Ho notato con un po’ di imbarazzo, in quanto uomo, che alla manifestazione femminista di domenica scorsa c’erano diversi uomini, e avevano tutti un atteggiamento sottomesso, da cani bastonati…l’appellativo di castrati mentali gli si addice bene direi.

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